Notizie sull’antica chiesa di Crotone dedicata a Santa Barbara

In evidenza il “Baluardo il Fosso detto S.ta Barbara”, in un particolare della Pianta di Crotone di Emanuele Giovine conservata all’Archivio di Stato di Napoli, Carte Montemar, vol. 73/16, in Alessandra Anselmi, La Calabria del viceregno spagnolo storia arte architettura e urbanistica, 2009.

Risalgono alla metà del Cinquecento le prime notizie riguardanti la chiesa di Santa Barbara che, a quel tempo, non esisteva ormai più, anche se ne conservava il ricordo il luogo dove era esistita precedentemente. Questo risulta localizzabile nelle vicinanze del fianco del castello e della “intaccatura” delle mura cittadine: discontinuità creata al tempo in cui fu realizzato il nuovo fossato usato per dividere il castello dalla città.

Durante la seconda metà del mese di ottobre 1551, i mastri ed i manipoli di mastro Gio. Thomaso Yacino di Crotone e compagni, che avevano preso in appalto i lavori di fabbricazione in questo settore delle fortificazioni, erano al lavoro “in lo fianco ditto Santa barbara”, ovvero “in la cor.na del fianco dito S.ta barbara che tira suso lo castello”, dove usavano la calce della calcara esistente “daretto lo castello”.[i]

Dai primi di novembre fino quasi alla fine di maggio dell’anno successivo, essi lavorarono “in la intaccatura detta s.ta barbara”, ovvero “in la cortina detta s.ta barbara” (“in la cor.na de la intaccatura santa bar.ra”, “in la intacc.ra et cor.na dita s.ta bar.ra”, “in la cor.na et intaccatura dita santa bar.ra”),[ii] dove, nel luogo detto “ad s.ta barbara”, erano portati i “cantoni” fatti cavare nel tenimento “de alfere”[iii] (in un caso anche “in lo capo de le colonne”).[iv] Durante questi mesi essi usarono la calce prodotta dalle sei calcare “de lo fosso”, dalle due che si trovano “de reto lo castello”, dalle due “de lo timponi”, dalle due “de milino”, e dalle due “de s.ta chaterina”.[v]

La calce prodotta da queste calcare era quindi portata “ad s.ta barbara”, dove usando l’acqua e la sabbia (“arena”) si preparava la malta necessaria per fabbricare. Quest’acqua inizialmente trasportata “cum li barilaze”, si attingeva alla vicina “funtana de la portella” così, per consentirne il trasporto, nei mesi di novembre e dicembre 1551, fu provveduto a ripulire la detta fontana e la strada che le dava accesso, ossia “la feschia de la portella per possire piggliare laqua cum ly barrillaze per la calce”.[vi]

L’esistenza di questa porta di soccorso, detta la “portella dela intaccatura”, si evidenzia già il 17 luglio 1541, quando sappiamo che la regia corte acquistò quattro “trava” “per fare li ponti et anditi dela palacciata dela portella dela intaccatura se fa in loco ditto petro nigro”:[vii] luogo in prossimità del mare,[viii] dove a quel tempo, si stava procedendo ad estrarre i pali delle fondazioni precedenti,[ix] e dove bisognerà lavorare in seguito, per togliere le pietre d’ostacolo alla fondazione delle mura del nuovo fronte bastionato.[x]

Per agevolare il trasporto dell’acqua di questa fontana necessaria alla preparazione della calce, in seguito, fu realizzata una condotta (“sayta”) che consentiva di mandare quest’acqua presa “cum li catti”, “ala intaccatura di s. bar.ra”.[xi] Poco tempo dopo, invece, l’acqua necessaria alla calce “in la intaccatura dita santa bar.ra”, fu fatta arrivare qui mediante una condotta diversa, alimentata dalla grande ruota idraulica, che tirava l’acqua dal pozzo esistente presso il baluardo Don Pedro.[xii]

Durante i mesi di aprile e maggio 1552 furono effettuati i lavori di scavo delle fondazioni del muro del “traverso et naso dela intaccatura ditta s.ta bar.ra”, “che inserra la citta verso lo fosso del castello”,[xiii] e fu provveduto a realizzare il “terrapieno de la cor.na de la intacc.ra ditta santa barbara”,[xiv] mentre tra la metà di giugno e gli inizi di luglio, i lavoratori di mastro Gio: Thomaso Yacino e di Aurelio de Ancona, realizzarono lo scavo di fondazione del tratto finale della “cor.na de la intaccatura de santa barbara”, che fu fabbricata a spese dell’università di Crotone.[xv] Ancora nel gennaio 1554, mastro Gio: Thomaso Yacino e compagni, risultavano al lavoro “in lo muro del cavalero de la in tacca tura detta s.ta barbara”.[xvi]

Un atto del 2 settembre 1627, conferma che, nel passato, la chiesa di Santa Barbara si trovava nel luogo in cui al presente, si estendeva l’ambito parrocchiale di quella del SS.mo Salvatore. Questo documento ci rifersce che, negli anni passati, il quondam Jo. Domenico Collarino aveva venduto a Jo. Petro Albanisi: “due Casette palaziate site e poste in q.sta Città di Cotrone et prop.o nella parochia del SS.mo Salvatore olim di S. Dom.ca Barbara”.[xvii]

Un’altra traccia della presenza di questa antica chiesa di Crotone rimane anche nella Pianta della città di Emanuele Giovine, conservata nell’Archivio di Stato di Napoli, dove il toponimo Santa Barbara continuò a contraddistinguere il baluardo “Il Fosso” che, verso la fine del Settecento, risulta detto anche “Mura delle Fontanelle, che è appunto il Baluardo a fronte il palazzo del Sign. Aragona, del fu Cariati, Giglio e Signor Orsino” (1795).

Nella pianta denominata, invece, “Croquis de la Ville, Château, et Port de Cotrone”, fatta il 24 ottobre 1810, compare ancora la vecchia “portella” murata (“Porte secrete de la Ville = maçonnée”), descritta nelle vicinanze della “fontana” dai documenti cinquecenteschi.

In evidenza la porta segreta della città segnata nella pianta denominata “Croquis de la Ville, Château, et Port de Cotrone”. Disegno di Carlo Afan de Rivera (1810), conservato presso la Biblioteca Reale di Torino (particolare).

Note


[i] 11 ottobre 1551: “Ad thomaso pisano de cotrone per havere discarrigato la cal.a daretto lo castello et portato la calce in lo fianco detto Santa barbara” (ASN, Dip. Somm. I Serie, Fs. 199 f.lo 2, f. 8v). 25 ottobre 1551: “Ad Dayno rotundo de cotrone per havere discarrigato la cal.a daretto lo castello et portato la calce in lo fianco ditto Santa barbara” “Ad Bap.ta perrello bactista cayvano cola russo cess.o capicchiano et c.i de cotrone per haver.no portato aqua cum li barilaze per minare la calce delo fianco detto Santa barbara de p.a mano”. (Ibidem, f. 12v). 1 novembre 1551: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et c.i de cotrone per havir.no fatigato cum loro mastrancza et manipoli in la cor.na del fianco dito S.ta barbara che tira suso lo castello et fatto accostare la petra et arena necess.a in detta fabricca” dal 26 di ottobre fino al primo novembre (Ibidem, f. 13).

[ii] 9 novembre 1551: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et c.i de cotrone (…) lavorato in la intaccatura detta s.ta barbara fra li ditti giorni” (ASN, Dip. Somm. I Serie, Fs. 199 f.lo 2, f. 30v). 29 novembre 1551: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et c.i de cotroni per haver.no fabricato cum loro mastransa et manipuli in lo contra muro de la porta et in la intaccat.ra ditta santa barbara dali 23 fino addi 29 diti et fatto accostare la pet.a et arena necess.ain dete fabriche et in le calcare per cunto delo staglio” (Ibidem, f. 23v). 30 novembre 1551: “Ad M.tro Thomaso yacino et c.i de cotrone per haver.no fatigato in la cortina detta s.ta barbara et fatto accostare la petra et arena necess.a in deta fabrica per cunto de lo staglio” (Ibidem, f. 37). 10 gennaio 1552: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et c.i de cotrone per havere fabriccato in la intaccatura dita santa barbara cum loro mastransa et manipuli per cunto del partito del staglio et fatto accostare petra et arena necess.a in la dita fabricca et ad le calcare dali 4 fino addi x di gen.ro” (Ibidem, f. 52). 24 gennaio 1552: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et c.i de cotroni per havere fabriccato cum loro mastransa et manipuli in la intaccatura de s. barbara et fatto accostare la petra et arena necess.a in dita fabricca et ad le calcare dali 18 a di 24 diti” (Ibidem, f. 55). 29 gennaio 1552: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et c.i de cotrone per havere fabriccato cum loro mastransa et manipuli in la int.ra di s. bar.ra et fatto accostare petra et arena necess.a et ad le calcare dali 25 fino addi ultimo de gen.ro” (Ibidem, f. 56v). 7 febbraio 1552: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et c.i de cotrone per haver.o fatigato cum lo mastransa et manipuli in la intaccatura ditta santa bar.ra et fatto accostare la petra et arena necess.a in detta fabricca et ad le cal.re dalo p.o fino addi 7 ditti per cunto delo staglio” “Ad M.tro alfonzo urzo et c.i de cotrone per aver empiuto una lamiola de ter.no in la intacc.a s.a bar.ra” (Ibidem, f. 68). 14 febbraio 1552: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et c.i de cotrone per havere fabriccato cum lo mastransa et manipuli in la intaccatura santa bar.ra et fatto accostare la petra et arena necess.a in ditta fabricca et ad le cal.re dali 8 fino addi 14 detti per cunto del par.to de lo staglio” (Ibidem, f. 72). 21 febbraio 1552: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et c.i de cotrone per haver.no fabricato cum lo mastransa et manipuli in la intacc.ra dita s.ta barbara et fatto accostare la petra et arena necess.a ad ditta fabrica et ad le cal.re dali 15 fino addi xxi ditti per cunto de lo staglio” (Ibidem, f. 77). 28 febbraio 1552: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et c.i de cotrone per haver.o fatigato cum lo mastransa et manipuli in la intaccatura dita santa bar.ra et fatto accostare la petra et arena necess.a ad ditta fabrica et ad le cal.re dali 22 fino addi 28 ditti per cunto de lo staglio” (Ibidem, f. 81). 6 marzo 1552: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et c.i de cotrone per haver.o fatigato cum loro mastransa et manipuli in la intaccatura ditta s.ta bar.ra” (Ibidem, f. 94v). 13 marzo 1552: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et c.i de cotrone per haver.no fabricato cum lo mastransa et manipuli in la intaccatura ditta s.ta bar.ra” (Ibidem, f. 100). 20 marzo 1552: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et c.i de cotrone per haver.no fabricato in la intacc.ra dita santa bar.ra” (Ibidem, f. 105v). 27 marzo 1552: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et c.i de cotrone per havere fabriccato cum loro mastransa et manipuli in la intacc.ra et cor.na dita s.ta bar.ra” (Ibidem, f. 112v). 3 aprile 1552: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et c.i de cotrone per haverno fabricato cum loro mastransa et manipuli in la cor.na et intaccatura dita santa bar.ra” (Ibidem, ff. 117v-118). 10 aprile 1552: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et c.i de cotrone per haverno fatigato cum loro mastransa et manipuli in la intaccatura dita santa Barbara et fatto accostare la petra et arena necess.a in detta fabricca et ad le calcare per cunto del staglio dali 4 fino addi x dicti” (Ibidem, ff. 131v-132). 14 aprile 1552: “Ad M.tro benedicto lo mass.ro de cotrone per haverno fabricato cum loro mastransa et manipuli dico ad m.o jo: thomaso yacino in la intaccatura dita santa bar.ra (…) et fatto accostare petra et arena neccess.e in dite fabrice et ale calcare dali 11 fino addi 20 diti per cunto delo staglio”(Ibidem, f. 136). 24 aprile 1552: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et c.i de cotrone per haver.no fatigato cum loro mastransa et manipuli in la cor.na de la intaccatura santa bar.ra et fatto accostare la petra et arena necess.a in dita fabricca et ad le calcare per cunto del staglio dali 18 fino addi 24 dicti per cunto del partito de lo staglio” (Ibidem, f. 140). 1 maggio 1552: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et comp.i de cotrone per haver.no fatigato cum loro mastransa et manipuli in la intacc.ra dita s.ta bar.ra et fatto accostare la petra et arena necess.a in d. fabricca et ad le calcare dali 25 de aprille fino ad p.o de magio per cunto de lo staglio” (Ibidem, f. 143v). 8 maggio 1552: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et comp.i de cotrone per havere fatigato cum loro mastransa et manipuli in la intaccatura s.ta barbara et fatto accostare la petra et arena necess.a in d. fabricca et ad le calcare dali 2 fino addi 8 ditti per cunto del partito de lo staglio” (Ibidem, f. 155v). 15 maggio 1552: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et comp.i de cotrone per haver.no fatigato cum loro mastransa et manipuli in la intacc.ra dita s.ta bar.ra et fatto accostare la petra et arena necess.a in d. fabricca et ad le calcare dali 9 fino addi 15 ditti per cunto de lo staglio” (Ibidem, f. 159). 22 maggio 1552: Ad M.tro jo: thomaso yacino et comp.i de cotrone per haver.no fabricato cum loro mastransa et manipuli in la intacc.ra dita santa bar.ra et fatto accostare la petra et arena necess.a in dita fabricca et in le calcare dali xvi fino addi 22 diti per cunto de lo staglio” (Ibidem, f. 160v).

[iii] 2 novembre 1551: “Ad Masi morano minico branchati jo: dominico the.ro et c.i de cotroni per aver.no portato del tenim.to de alfere in la intaccatura detta santa barbara peze nu.ro 52 de cantoni de mesura” (ASN, Dip. Somm. I Serie, Fs. 199 f.lo 2, f. 30). 15 novembre 1551: “Ad Minico varano cesaro catalano ber.no fatize et c.i de cotrone per haver.o portato de lo tenim.to de alfere in la intaccatura santa barbara peze nu.ro 73 de cantone de mesura”. (Ibidem, f. 28). 22 novembre 1551: “Ad Matheo de brindisi minico varano dionisio guerrero et c.i de cotrone per haver.no portato dal dito tenim.to in la intaccatura dita santa barbara peze nu.ro 27 de cantoni de mesura” (Ibidem, f. 25v). 13 dicembre 1551: “Ad jo: dominico signorello minico varano et c.i de cotrone per havere portato dal dito tenim.to in la cor.na s.ta bar.ra peze nu.ro 51 de cantoni” (Ibidem, f. 38). 4 gennaio 1552: “Ad Alonso chiroga spagnolo habitante in cotrone” “per havere fatto portare in la intaccatura de s.ta barbara p.e nu.ro 67 de cantoni” (Ibidem, f. 51v). 14 febbraio 1552: “Ad Alonso chiroga habitante in cotrone” “per havere fatto portare cum soy carra dal detto tenim.to in la intaccatura dita santa barbara petze nu.ro 98 de diti cantoni” (Ibidem, f. 72). 6 marzo 1552: “Ad Alonso de chiroga spagnolo habitante in cotrone” “per havere fatto portare dal tenimento de alfere in la intac.ra dita santa bar.ra p.e nu.ro 50 de diti cantoni de mesura” (Ibidem, f. 94).

[iv] 3 aprile 1552: “Ad jo: massuca de cotrone per havere fatto tagliare in lo capo de le colonne palmi 709 de cantoni” “Ad johani thomaso zagarise bartholo de balsamo et c.i de cotrone per haver.no portato dal dito capo in la intacc.ra dita s.ta bar.ra p.e nu.ro 58 di diti cantoni di misura” (ASN, Dip. Somm. I Serie, Fs. 199 f.lo 2, f. 117).

[v] 9 novembre 1551: “Ad thomaso pisano de cotrone per havere discarrigato la p.a cal.a de lo fosso et portato la calce in la intaccatura ditta santa barbara” (ASN, Dip. Somm. I Serie, Fs. 199 f.lo 2, f. 29). 15 novembre 1551: “Ad Dayno rotundo de cotroni per havere discarrigato la 2.a cal.a de reto lo castello et portato la calce in la intaccatura dita s.a barbara (…) Ad thomaso pisano de cotroni per havere discarrigato la 2.a calcara del fosso et portato la calce in detta intaccatura” (Ibidem, f. 27). 22 novembre 1551: “Ad thomaso pisani de cotrone per havere descarrigato la cal.a de reto lo castelo et portata la calce in s.ta bar.ra” (Ibidem, f. 24v). 29 novembre 1551: “Ad thomase pisano de cotroni per havere discarrigato la 2.a cal.a de lo fosso et quella daretto lo castello et portato la calce in la intaccatura et cor.na dita santa barbara” (Ibidem, f. 22v). 13 dicembre 1551: “Ad Dayno rotundo de cotrone per havere discarrigato due calcarate di calce et portato la calce in la intaccatura dita s.ta barbara … Ad thomaso pisano de cotrone per havare discarrigato la cal.a del fosso et la cal.a de reto lo castello et portato la calce in dita intaccatura” (Ibidem, ff. 38v-39). 20 dicembre 1551: “Ad thomaso pisano de cotrone per havere descar.to la cal.a del fosso dico dareto lo castelo et portato la calce a s. bar.ra” (Ibidem, ff. 39v-40). 27 dicembre 1551: “Ad thomaso pisano de cotrone per havere discarrigato la cal.a de lo timponi et la p.a cal.a de lo fosso et portato la calce in la cor.na de s.ta barbara” (Ibidem, f. 41v). 3 gennaio 1552: “Ad Dayno rotundo de cotrone per havere carrigato la 3.a et 5.a cal.a di lo fosso et portato la calce in lo turr.ne tolledo et la calc.a de lo timponi et portato la calce in la intaccatura s.ta barbara” “Ad thomaso pisano per havere discarrigato la p.a cal.a dareto lo castello et la 2.a cal.a de lo fosso et portata la calce in dita intaccatura” (Ibidem, ff. 42v-43). 10 gennaio 1552: “Ad thomaso pisano de cotrone per havere discarrigato la calcara dareto lo castello et portato la calce in la intaccatura di s.ta barbara” “Ad Dayno rotundo per descarricatura de la 2.a 3.a cal.a del fosso et portato la cal.e in dicto locco”. (Ibidem, f. 52v). 17 gennaio 1552: “Ad Dayno rotundo de cotrone per havere descarrigato la calcara de lo timpone et la 6.a cal.a de lo fosso et portato la calce in la intaccatura dita s.ta barbara” “Ad thomaso pisano de cotrone per havere discarricato la 2.a et 3.a cal.a de lo fosso et portato la calce in dito locco” (Ibidem, ff. 53v-54). 29 gennaio 1552: “Ad Dayno rotundo de cotrone per havere discarricato la p.a cal.a dareto lo castello et portato la calce in la intaccatura di s. bar.ra” “Ad thomaso pisano de cotrone per havere discarricato la 2.a cal.a sop.ta et portato la calce in deto locco” (Ibidem, f. 55v). 7 febbraio 1552: “Ad Dayno rotundo de cotrone per havere discarrigato la calcara dareto lo castello et portato la calce in la intaccatura s.ta barbara” (Ibidem, f. 71). 14 febbraio 1552: “Ad Dayno rotundo de cotrone per havere discarricato la 2.a 3.a 5.a cal.a de lo fosso et portato la calce in la intaccatura de s.ta bar.ra” “Ad th(omas)o pisano de cotrone per havere discarrigato la p.a cal.a del fosso la [calcara] del timpone et la p.a dareto lo castello et portato la calce in dito locco” (Ibidem, f. 76). 21 febbraio 1552: “Ad Dayno rotundo de cotrone per havere discarricato la 3.a et 4.a cal.a del fosso et portato la calce in la intaccatura santa barbara” “Ad thomaso pisano de cotrone la 2.a cal.a del fosso et quella del timpone et portato la calce in dito locco” (Ibidem, f. 80v). 28 febbraio 1552: “Ad Tomaso pisano de cotrone per havere discarricato la p.a et 2.a cal.a daretto lo castello et portato la calce in la intaccatura dita santa bar.ra” “Ad Colla yoanne petrolillo per havere discar.to la 2.a cal.a de lo fosso et portato la calce in ditta intaccatura de la parte dentro la terra” (Ibidem, f. 85). 6 marzo 1552: “Ad Dayno rotundo de cotrone per havere discar.to la p.a cal.a del fosso et portato la calce in la intacc.ra dita s.ta bar.ra” (Ibidem, f. 98). 13 marzo 1552: “Ad Tomaso pisano de cotrone per havere discarricato la p.a et seconda cal.a de lo fosso et portato la calce in la intac.ra dita s.ta bar.ra” (Ibidem, f. 104v). 13 marzo 1552: “Ad Colla jo: petrolillo de cotrone per havere discarricato la 2.a cal.a dareto lo castello et portato la calce in la intaccatura dita santa barbara” (Ibidem, f. 105). 20 marzo 1552: “Ad Tomaso pisano de cotrone per havere discarricato la 3.a cal.a de lo fosso et quella de lo timponi et portato la calce in la intacc.ra dita santa bar.ra” “Al ditto dayno per havere discar.to la p.a cal.a dareto lo castello et portato la calce in la dita intacc.ra” (Ibidem, f. 110v). 27 marzo 1552: “Ad Dayno rotundo restroscripto per havere descar.to la 6.a cal.a de lo fosso et portato la calce in la intacc.ra dita s.ta bar.ra” “Ad Colla yoanne petrolillo de cotrone per havere discar.to la 3.a cal.a de lo fosso et quella de lo timpone et portato la calce in la dita intacc.ra” (Ibidem, f. 116v). 3 aprile 1552: “Ad Dayno rotundo de cotrone per havere discar.to la p.a 3.a 5.a cal.a de lo fosso due volte et portato la calce in la intacc.ra dita santa bar.ra” “Ad Tomaso pisano de cotrone per havere discarricato la 2.a 4.a 6.a cal.a de lo fosso et portato la calce in dita intaccatura” (Ibidem, f. 121v). 10 aprile 1552: “Ad Tomaso pisano de cotrone per havere discarricato la p.a et 2.a cal.a del castello et la p.a calcara de milino et portato la calce in la intacc.ra dita s.ta bar.ra” “Ad Colla yoanne petrolillo de cotrone per havere discar.to la 6.a cal.a de lo fosso et quella de lo timpone et portato la calce in dito locco” (Ibidem, f. 135v). 14 aprile 1552: “Ad Dayno rotundo de cotrone per havere discar.to la 2.a cal.a de s.ta chaterina et la 4.a et 6.a del fosso et portato la calce li duy alla intacc.ra santa bar.ra et laltra al contramuro del spontone villa.ca” “Ad Thomaso pisano de cotrone per havere discarricato la 3.a cal.a de lo fosso et quella delo timpone due volte et portato la calce in la intaccatura dita santa bar.ra” “Ad Colla yoanne petrolillo de cotrone per havere discar.to la p.a et 2.a cal.a dareto lo castello et la cal.a de milino et portato la calce in detto locco” (Ibidem, ff. 139v-140). 24 aprile 1552: “Ad Dayno rotundo de cotrone per havere discarricato la p.a cal.a de s.ta chaterina et la 2.a cal.a de milino et portato la calce in la intacc.ra ditta santa bar.ra” “Ad Thomaso pisano de cotrone per havere discarricato la 2.a cal.a de s.ta chaterina et la p.a cal.a de milino et portato la calce in dito locco” “Ad Colla yoanne petrolillo de cotrone per havere discarricato la 3.a cal.a del fosso et portato la calce in deto locco” (Ibidem, f. 143v). 1 maggio 1552: “Ad Dayno rotundo de cotrone per havere discarr.to la p.a et 2.a cal.a dareto lo castello et portato la calce in la intacc.ra ditta s. bar.ra” “Ad Thomaso pisano de cotrone per havere discarr.to la p.a cal.a de milino et portato la calce in dito locco” “Ad Colla jo: petrolillo de cotrone per havere discarr.to la 2.a cal.a dareto lo castello et portato la calce al dito locco” (Ibidem, f. 147). 8 maggio 1552: “Ad Dayno rotundo de cotrone per havere discarrigato la p.a et 2.a cal.a de melino et la 2.a de s.ta cather.na et portato la calce in la intacc.ra s.ta bar.ra” “Ad Thomaso pisano de cotrone per havere discarr.to la 5.a et 6.a cal.a de lo fosso milino et portato la calce la una al dito locco et laltra intro lo turr.ne del castello” “Ad Colla yoanne petrolillo de cotrone per havere discarr.to la p.a cal.a de lo timponi et la cal.a dareto lo castello” (Ibidem, f. 159). 15 maggio 1552: “Ad Dayno rotundo de cotrone per havere discarr.to la p.a cal.a de santa chaterina et la 2.a de melino et portato la calce in la intacc.ra s.ta bar.ra” “Ad Colla yoanne petrolillo de cotrone per havere discarr.to la 2.a cal.a de lo castello et la 2.a de melino et portato la calce in dita intacc.ra” (Ibidem, f. 160v). 22 maggio 1552: “Ad Thomaso pisano de cotrone per havere discarrigato la p.a et 2.a cal.a de milino [et portato] la calce a santa bar.ra” “Ad Colla yoanne petrolillo de cotrone per havere discarr.to la p.a et 2.a cal.a del timpone et portato la calce in la intacc.ra predita” (Ibidem, ff. 161-161v). 26 giugno 1552: “At thomaso pisano de cotrone per havere discarricato la p.a cal.a de lo timpone et portato la calce in lo turr.ne del castello et la cal.a de mellino in la intacc.ra dita santa bar.ra” (Ibidem, f. 179). 3 luglio 1552: “Ad Thomaso pisano de cotrone per havere discarricato la p.a calcara de santa chater.na et portato la calce in la intaccatura dita s.ta barbara” (Ibidem, f. 180).

[vi] 29 novembre 1551: “Ad Bap.ta cayvano stefano costantino et genuyse zuppo de bel.tro per aver annetato la feschia de la portella per possire piggliare laqua cum ly barrillaze per la calce” (ASN, Dip. Somm. I Serie, Fs. 199 f.lo 2, f. 22v). 13 dicembre 1551: “Ad Andrea de crusia boccio de clemente felice mezatesta et c.i de cotroni per haver.no portato aqua cum li barilaze per minare dita calce ad s.ta barbara” (Ibidem, ff. 38v-39). 20 dicembre 1551: “Ad felice meza testa sansone tropiano et c.i de cotrone per haver.no annetato la funtana de la portella dove si piglia laqua cum gli diti barrillazo per minare la dita calce” (Ibidem, ff. 39v-40).

[vii] ASN, Dip. Somm., Fs. 196 f.lo 6, f. 31

[viii] 26 marzo 1542: “ad Jo(ann)e acedo spagnolo quali appugiando la vela supra la portella per impetu de venti se annego.” ASN, Dip. Somm., Fs. 196 f.lo 6, f. 228v.

[ix] 16 luglio 1541: La regia Corte paga tari 3 per acquistare “uno travo per fare la leva per cavare li pali dela paliczata dela portella”. ASN, Dip. Somm., Fs. 196 f.lo 6, f. 27.

[x] 27 novembre 1541: I devastatori lavorano “alla portella ad Cavare la petra” (ASN, Dip. Somm., Fs. 196 f.lo 6, f. 132). 14 gennaio 1543: Si lavora a “portare li cantoni per lo czocculo dela portella alla cortina” (ASN, Dip. Somm., Fs. 196 f.lo 5, f. 272).

[xi] 3 gennaio 1552: “Ad felice meza testa colla russo de cotroni per haver.no tirato acqua cum li catti quale va per sayta ala calce che si mena ala intaccatura di s. bar.ra” (ASN, Dip. Somm. I Serie, Fs. 199 f.lo 2, ff. 42v-43).

[xii] 28 febbario 1552: “M.tri de ascia che anno fatigato in aconzare la rota et sayiti delaqua per causa che si riduca in la intaccatura de s.ta barbara” (ASN, Dip. Somm. I Serie, Fs. 199 f.lo 2, f. 81v). 6 marzo 1552: “M.tri de ascia che anno fatigato per aconzare la rota delaqua per portarla in la intaccatura dita santa bar.ra” (Ibidem, f. 95). 13 marzo 1552: “M.tri de ascia che anno fatigato per aconzare la rotta et sayite de la aqua” (Ibidem, f. 100v). 20 marzo 1552: “M.tri de ascia che anno fatigato in fare le sayite de la rotta per andare laqua in la fabricca de santa bar.ra” “Callafati che hanno fatigato in callafatare ditte sayitti” (Ibidem, f. 106).

[xiii] 14 aprile 1552: “Ad Petro colla cazasone de cotrone d. 49.2.0 et sonno ad complim.to del pagam.to seli e fatto per lo cavam.to che a fatto ad staglio in lo traverso et naso dela intaccatura ditta s.ta bar.ra como lo restante seli e fatto bono ad sua ratta le toccava per la plegier.e de la citta” (ASN, Dip. Somm. I Serie, Fs. 199 f.lo 2, f. 136). 24 aprile 1552: “Ad Mario la men.ra fer.te capoza et c.i de cotrone al nu.ro de vinti per havere fatigato in lo cavam.to del muro che serve per traverso ala cor.na s.ta bar.ra verso lo castello” (Ibidem, f. 140v). 15 maggio 1552: “Li sottoscripti anno fatigato in lo cavam.to del muro del traverso de la intacc.ra santa bar.ra che inserra la citta verso lo fosso del castello daly 9 fino addi 15 ditti” (Ibidem, f. 159v).

[xiv] ASN, Dip. Somm. I Serie, Fs. 199 f.lo 2, f. 157.

[xv] 12 giugno 1552: “Ad M.tro jo: thomaso yacino et comp.i cioe aurelio de ancona de cotrone d. cento in cunto de quello anno de recipere per lo partito del pezo de cavam.to piglaro et cavaro in la cor.na deta santa bar.ra como lo restante no sely e pagato per non ce essere denari de la R.ia fabricca” (Ibidem, f. 176v). 3 luglio 1552: “Ad M.tro jo: thomaso yacino in cunto del cavamento che fece cum aurelio de anchona in la cor.na de la intaccatura de santa barbara cioe in la fine de la cor.na che fece la univer.ta de cottrone d. sessanta in cunto del partito de dito cavamento” (Ibidem, f. 180).

[xvi] 21 gennaio 1554: “Ad M.o jo: tumasi jacino de cotrone et comp.i per haverno fatigato con loro mastranza et manip: in lo muro del cavalero de la in tacca tura detta s.ta barbara et fatto accostare la pet.a et arena necessaria in ditta frabica et alle calcare con sue carra et carretti da li 15 fi a di 21 ditto per cunto delo partito de lo staglio pagati alla ragione solita come appareno notate particolarmenti in nostro quaterno d. dece nove et grana 6 dico ducati vinti” ASN, Dip. Somm. I Serie, Fs. 199 f.lo 3, f. 18).

[xvii] ASCZ, Not. Protentino G. A., Busta 118, anno 1627, f. 51v.


Creato il 2 Aprile 2025. Ultima modifica: 2 Aprile 2025.

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